La celebre “domanda” posta dal nostro Premier alla conferenza stampa dello scorso 7 aprile, rivolta a tutti gli Italiani, è stata un chiaro ed inequivocabile messaggio. Siete disposti a fare delle rinunce nel nome della pace? Il programma di Draghi, asservito ai piani strategici della Nato, individua nelle sanzioni alle importazioni di GAS e PETROLIO Russo, lo strumento che fermerà la guerra e metterà in ginocchio Putin.

Niente di più sbagliato. Le sanzioni si stanno dimostrando un assist per il potenziamento del potere economico e politico della Russia, a scapito dell’ economia europea. La Russia riveste un ruolo sempre più influente all’interno dei PAESI BRICS insieme alla Cina. L’acronimo BRICS, indica i paesi che potremmo definire antagonisti dell’occidente. Il loro comune intento è rivolto alla creazione di un SISTEMA GLOBALE COMMERCIALE ALTERNATIVO A QUELLO FONDATO SUL DOLLARO.

Questi paesi sono: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.
Messi insieme questi Paesi, possono contare su un enorme potenziale di materie prime, direttamente o indirettamente detenute. Rappresentano il 42% della POPOLAZIONE e il 24% del PIL MONDIALI.
Un articolo del “THE ECONOMIST” di qualche settimana fa intitolava:
“Will Dollar dominance give way to a multipolar system of currencies?”

Le politiche messe in campo dall’Occidente per contrastare il conflitto in Ucraina, stanno “accelerando” un processo di declino del dollaro. Tale contesto favorirebbe un SISTEMA DI VALUTE MULTIPOLARE, ALTERNATIVE, ANTAGONISTE DEL DOLLARO.
Il processo di cambiamento, lento, sistematico, ma inarrestabile, porterebbe l’occidente (13%della popolazione mondiale) a perdere il dominio sulla restante parte del pianeta (87%).
I Paesi BRICS fautori di questa trasformazione, già si sono attivati da tempo, su questo piano. Le fondamenta del cambiamento partono principalmente dalla CREAZIONE DI UN SISTEMA COMMERCIALE GLOBALE. Gli scambi vengono effettuati sulla base di accordi bilaterali, che prescindono dal sistema del petrodollaro.
Fino ad oggi il Dollaro ha costituito e costituisce la VALUTA DI RISERVA MONDIALE PER GLI SCAMBI INTERNAZIONALI. Il ruolo di riserva, è stato fino ad ora garantito dal sistema dei pagamenti delle materie prime (soprattutto petrolio) in dollari. Questo meccanismo ha fino ad oggi garantito una domanda stabile di questa valuta, che sostiene il cambio e il deficit della bilancia commerciale. Da qui nasce il concetto di PETRODOLLARO, perché fondato sulla materia prima che ne garantisce il ruolo di protagonista e di benchmark per tutte le altre valute.

Il sistema di sanzioni applicate dall’Europa, non ha fatto altro che rafforzare e intensificare i rapporti commerciali e diplomatici della Russia all’interno dei paesi Brics. Le materie prime, soprattutto Gas e Petrolio, non venduti all’Europa, sono stati rimpiazzati con il rifornimento di paesi alternativi.
LA GUERRA MONETARIA E IL DISEGNO DI PUTIN CONDIVISO DALLA CINA
Preso atto del fatto che la guerra in Ucraina, non fa altro che aiutare a compiersi la strategia di indebolimento del Dollaro, analizziamo più nel dettaglio quello che è stato fatto e verso quali scenari si stanno proiettando i Paesi BRICS.
L’America e il Presidente Biden, stanno prendendo consapevolezza del fatto che il conflitto attualmente in corso nel cuore dell’Europa, si sta trasformando in una guerra monetaria. Le mosse della Russia mirano a distruggere l’America annientando il POTERE VALUTARIO DI RIFERIMENTO del dollaro. In questo senso Biden sta fornendo un assist importante a Putin, mettendo in campo le sanzioni e il blocco alle importazioni delle materie prime provenienti dalla Russia verso l’Europa.

L’intento delle sanzioni volute ad ogni costo dagli Usa, è basato sulla volontà di un totale distacco dei rapporti commerciali tra Russia ed Europa, senza prendere in considerazione tutto quello che si sta costruendo neanche troppo sottotraccia e che nel lungo termine avrà ricadute per Stati Uniti ed Europa.
RUSSIA, CINA e INDIA tessono le fila di un piano strategico, basato su accordi commerciali, e politici a favore del reciproco sviluppo, mirando a costruire un SISTEMA ECONOMICO GLOBALE ALTERNATIVO a quello dollaro-centrico.

Il declino del dollaro potrebbe essere segnato; anche se richiederà tempo e impegno costante degli “antagonisti”. Ma il processo è iniziato da tempo e l’attuale quadro geopolitico non aiuta a mantenere l’attuale equilibrio; possiamo riscontrare i primi segnali di questo atteggiamento “antidollaro”, già nel 2012 con la costituzione di una Borsa Valori Cinese, nella quale si iniziava a scambiare petrolio greggio con la Russia in YUAN al posto del dollaro.

Quando Putin chiede “PAGAMENTO IN RUBLI O IN ORO”, sta di fatto mettendo in campo una lungimirante strategia. In primo luogo sostiene il valore del RUBLO, che ha subito una pesante svalutazione nei giorni successivi all’applicazione dell’embargo a fine febbraio scorso (VEDI GRAFICO SEGUENTE), per poi riprendersi dopo aver trovato mercati alternativi su cui piazzare le materie prime. Non solo l’imposizione del pagamento in RUBLI ha influenzato positivamente il cambio, ma anche altri fattori. Uno tra questi merita particolare attenzione: il pagamento in oro. Questo meccanismo aggancerebbe la moneta al metallo prezioso (ricordate il “Gold Standard”?).

Lo scambio di materie prime, di cui la Russia è ampiamente dotata, con RUBLI e/o ORO, si sta sempre più consolidando e viene denominato “RUBLEGAS”. Questo sistema costituisce la prima pietra concreta verso la CREAZIONE DI UN SISTEMA FINANZIARIO MONETARIO ALTERNATIVO AL DOLLARO.
“Agganciare il pagamento alla moneta nazionale, per tutte le materie prime di cui è dotata la Russia”: questo è il piano di Putin. Quindi non solo materie prime energetiche, ma anche alimentari. L’orientamento è quello di CREARE UNA MONETA (IL RUBLO) AGGANCIATO AL COMMERCIO DELLE MATERIE PRIME. Così quando l’Unione Europea o il Giappone, si proporranno per acquistare GAS Russo, dovranno necessariamente pagare in Rubli o cedere l’equivalente in oro, alimentando una delle due alternative:
- rafforzamento della moneta russa;
- incremento delle scorte di oro russo.
IL RUBLO D’ORO E’ PRONTO…. ovvero il rublo sostenuto da:
- petrolio
- gas
- minerali
e altre esportazioni di materie prime verso i Paesi Brics, a scapito dell’Europa che dovrà affrontare le difficoltà di approvvigionamento già a partire dal prossimo autunno.
Le ultime azioni messe in campo da Putin per sostenere il suo piano di rafforzamento nazionale e di alleanza con INDIA e CINA sono:
- pagamento del proprio debito estero in Rubli (non più esclusivamente nella valuta con cui era stato contratto);
- priorità all’importazione di auto cinesi;
- apertura in Russia di catene di supermercati indiani;
- aumento dell’export russo, di cui maggiormente gas, petrolio e cereali, verso India e Cina;
- creazione di un sistema alternativo a SWIFT per i Paesi Brics;
- rafforzamento del sistema di carte di credito fondato sul circuito di pagamento denominato MIR, nato nel 2017.
La minaccia più rilevante per l’attuale sistema economico occidentale è infine la costituzione di un:
PANIERE DI VALUTE DEI PAESI BRICS ALTERNATIVE AL DOLLARO.
Tra queste valute oltre al Rublo, anche lo Yuan Cinese si pone come valuta di scambio all’interno del commercio dei Paesi Brics.
Insomma, il processo di creazione di un MONDO MULTIPOLARE è stato ben avviato; Europa e Stati Uniti stanno remando contro i loro interessi, attraverso il meccanismo delle sanzioni imposte alla Russia. Il tempo e l’imminente recessione che saremo costretti ad affrontare a breve contribuiranno ad indebolire ulteriormente l’intero sistema economico occidentale, e nella speranza che il conflitto non si inasprisca verso scenari peggiori, di sicuro gli equilibri economici mondiali verranno profondamente ridisegnati.