STRATEGIE D’INVESTIMENTO A PROVA D’ INFLAZIONE: LE OBBLIGAZIONI

L’attuale contesto macroeconomico, è caratterizzato da una inflazione particolarmente elevata e da politiche monetarie restrittive volte a combatterla, ma che ancora non hanno sortito effetti significativi. Preso atto di questa evidenza, è opportuno, nell’ottica della ricerca della migliore efficienza e massimizzazione dei rendimenti del proprio portafoglio, individuare le CLASSI DI INVESTIMENTO PIU’ ADATTE al contesto economico. Detto in parole semplici:

CHE STRUMENTI SCEGLIERE PER PROTEGGERSI DALL’INFLAZIONE NELL’ATTUALE SCENARIO?

Prima di rispondere a questa domanda, assumiamo il postulato che tenere i soldi fermi sul conto corrente bancario, è la scelta peggiore che si possa fare. Questo perché, il denaro è sempre soggetto a svalutazione, ma soprattutto nei periodi di alta inflazione come in questo momento, il denaro si svaluta molto più velocemente.

E’ buona norma avere sempre un portafoglio diversificato, prendiamo consapevolezza del fatto che:

L’INFLAZIONE NON E’ L’UNICO TEMA ECONOMICO CHE AFFLIGGE I MERCATI.

Creare un portafoglio diversificato fra le varie classi d’investimento è oggi quanto mai appropriato, per cercare di bilanciare e contenere il più possibile il rischio.

Fatta la doverosa premessa, all’interno degli asset a nostra disposizione, dovremmo orientarci verso forme di investimento che proteggano dall’inflazione.

Partiamo dalle forme di investimento più tradizionali e con rischio molto basso: le obbligazioni governative.

OBBLIGAZIONI

QUALI SCEGLIERE E PERCHE’

Le obbligazioni sono strumenti meno speculativi delle azioni, perché garantiscono (nei limiti della solvibilità dell’emittente) la restituzione del capitale a scadenza. Questa caratteristica non esclude comunque che la quotazione del titolo sia soggetta alle oscillazioni di mercato.

Proprio questa caratteristica di “potenziale volatilità” (se vendute prima della scadenza), costituisce l’elemento determinante nella scelta del tipo di obbligazioni in tempi di inflazione.

La scelta più efficace è individuata proprio nei titoli di stato di natura reale, cioè quelli collegati al tasso d’inflazione detti INFLATION LINKED. Questi titoli particolari, incorporano una clausola, in base alla quale il rendimento e di conseguenza il prezzo, vengono determinati in base all’inflazione.

INFLAZIONE

Questo elemento di parametrizzazione consente di allineare il valore del titolo al paniere dei beni che subiscono l’aumento dei prezzi.

Possiamo considerare questi titoli più efficienti in termini relativi rispetto ai bond tradizionali, visto che i titoli cosiddetti nominali subiscono gli aumenti dei tassi d’interesse imposti dalle banche centrali.

Infatti un tasso d’ inflazione elevato comporta necessariamente una politica monetaria restrittiva, e di conseguenza un aumento globale dei tassi d’interesse. Questo aumento penalizza le obbligazioni, poiché a fronte di tassi più elevati il prezzo dei titoli diminuisce.

E’ proprio in questo meccanismo che si inserisce la rivalutazione delle obbligazioni “inflation linked”, che consentono un recupero parziale di questa “svalutazione. Recupero commisurato al tasso d’inflazione rilevato.

In conclusione, fino a quando l’inflazione resterà elevata (e i tassi continueranno a salire), le obbligazioni indicizzate avranno performance migliori di quelle tradizionali.

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