S&P500 TRADING SULLE NEWS (IPC): come approcciarsi senza fare danni

Stiamo vivendo un contesto di mercati finanziari lateral ribassista. Impulsi e correzioni si alternano offrendo molti spunti operativi: occasioni proficue per gli esperti e gli “smart money”, trappole per i piccoli risparmiatori.

Gli swing si generano e terminano in corrispondenza di livelli chiave giornalieri e di liquidità, influenzati dalle notizie in uscita (soprattutto inflazione e tassi d’interesse). Il quadro generale dei mercati è completamente opposto al contesto unidirezionale del 2021, in cui bastava restare long o entrare su qualsiasi ritracciamento di breve. Ora è sicuramente più complicato, ma non impossibile.

L’intensità degli appuntamenti del calendario economico genera tendenze e cambi direzionali frequenti; a tal fine è opportuno costruirsi una strategia valida, in grado di non farci cadere in errore andando nella direzione sbagliata. Prima di concentrarci sul “cosa fare” diamo risposte ad alcune domande che costituiscono il postulato della strategia.

Quali sono i dati e le news più rilevanti in questo periodo?

Inflazione – non farm payroll NFP (dati sull’occupazione negli Stati Uniti per il settore manifatturiero, delle costruzioni e dei beni) – Variazione tassi d’interesse FED BCE – Aggiornamenti sul PIL (Usa e Area Euro) – Trimestrali dei colossi di Wall Street.

NOTIZIE RILEVANTI

Queste quattro variabili, strettamente correlate, determineranno le fluttuazioni di mercato nei prossimi mesi; costituiranno il focus degli operatori, soprattutto degli “swing trader” nelle prossime settimane. Semplificando al massimo i meccanismi che le influenzano possiamo concentrarci su questa logica:

  • Un dato sull’inflazione superiore alle attese, genererà un effetto ribassista sull’azionario. Il motivo alla base di questa tendenza, è l’esigenza di contrastare l’inflazione che indurrà aspettative più aggressive di politica monetaria. In pratica ci si aspettano rialzi dei tassi d’interesse più consistenti in occasione della prossima riunione FED. I due effetti riscontrabili sono ben chiari e differiti nel tempo: debolezza sull’azionario nell’immediato – attese di una politica monetarie più aggressiva nel breve termine.
  • Il dato relativo all’ occupazione statunitense, rappresenta il termometro dell’economia e costituisce il parametro di riferimento entro il quale si pianificano le azioni di politica monetaria. Se dovessero sussistere gravi peggioramenti del dato, evidentemente la banca centrale americana avrebbe le mani legate in materie di politica monetaria. In un quadro peggiorativo di questo tipo l’aumento della disoccupazione abbinato ad un’inflazione ai massimi, sarebbe un mix esplosivo a favore di una sicura profonda recessione. Fino a che il dato si mantiene su certi livelli, come d’altronde è accaduto fino ad oggi, non sussisterebbero particolari sussulti nel trend dei mercati azionari o nelle altre variabili prese in considerazione. In linea di massima fino a che non si verifica un evidente deterioramento, si resta lontano dalla zona di attenzione e la FED riesce “in prima apparenza” potenzialmente efficace nella lotta all’inflazione.
  • Il tasso d’interesse negli Stati Uniti o nell’Area Euro, rappresenta il parametro di riferimento del costo del denaro. L’aumento del tasso ha conseguenze negative sull’economia reale per la contrazione dei consumi delle famiglie e degli investimenti delle imprese. L’attuale obiettivo della FED è “riportare l’inflazione al 2%”. La determinazione del tasso d’interesse insieme alle politiche di controllo della base monetaria (QUANTITATIVE TIGHTETING), rappresenta lo strumento con cui le banche centrali “tentano” di contenere-ridurre il tasso d’inflazione. In realtà il fenomeno inflattivo, soprattutto se sistemico e oltre certi livelli, diventa difficile da gestire e tante sono le variabili (oltre alla politica monetaria) che lo determinano. Le prospettive economiche e le a attuali aspettative sono a favore di futuri rialzi negli Stati Uniti come nell’Area Euro, ed è lecito aspettarsi il persistere di politiche restrittive. Tutto sarà bilanciato con quanto riscontrato sul mercato del lavoro, sull’inflazione, sul PIL, e soprattutto sugli earnings delle grandi società. E’ opportuno procedere con cautela negli aumenti dei tassi per evitare shock improvvisi all’economia reale e sui mercati finanziari. Sembra che fino ad ora l’America si stia muovendo entro limiti accettabili. Questo equilibrio è riscontrabile dall’andamento del mercato azionario con l’indice S&P 500, che seppur in ribasso non ha fino ad ora mostrato segnali di panico eccessivo o “capitulation”.

Cosa succede in occasione di uscita di dati e news?

Gli appuntamenti in calendario economico, con particolare riguardo alle variabili che più influenzano i mercati (di cui abbiamo già ampiamente parlato), comportano di sicuro un evidente aumento della volatilità su tutti gli asset nel momento della diffusione. Quello che generalmente si verifica nelle ore precedenti l’uscita del dato, è una lateralità senza alcuna decisa direzione. Una calma apparente che culminerà con spike e movimenti improvvisi dei prezzi nel momento della pubblicazione.

In considerazione di queste violente escursioni, una delle strategie più diffuse tra i piccoli risparmiatori, consiste nell’inserimento di ordini pendenti sui livelli di supporto o resistenza. Anche i sistemi di trading automatico che lavorano sui breakout adottano questa strategia. Qualche momento prima dell’uscita, si studiano i livelli chiave e si inseriscono gli ordini pendenti, in attesa che il mercato colpisca il prezzo in cui è inserito l’ordine.

Molte volte il prezzo si muove prima in un senso e gira improvvisamente nella direzione opposta.

Ma il prezzo in che direzione si muove? Nella direzione “dettata dalla notizia” o in quella contraria?

La risposta a queste due domande, supporta la fallimentare efficacia di questa strategia. Aspettare che il prezzo colpisca un determinato livello e mantenga quel trend senza ritracciare in accordo al tipo di notizia è pura follia.

Quando viene rilasciato un dato o una notizia rilevante in calendario, l’aumento di volatilità porta il prezzo a colpire livelli di liquidità, e spesso comporta forti correzioni o inversioni.

RILASCIO DI NOTIZIE

Non è detto che la news origini un trend. La news può generare semplicemente un movimento impulsivo o una forte correzione. Tutto dipende sempre e comunque dai livelli di liquidità.

Quindi dimenticatevi ordini pendenti, anche se decidete di inserirli l’uno contrapposto all’altro, sperando che una direzione venga presa. Il rischio di mettersi in “Hedging” è molto probabile e di sicuro ne uscirà un bel pasticcio.

In pratica tutto queste idee strategiche, sono quello che non dovreste fare in queste occasioni se non volete affidarvi al caso.

RAGIONARE COME GLI ISTITUZIONALI CI RENDE PROFITTEVOLI

Non è un caso che in gergo tecnico gli istituzionali, vengano definiti “smart money” cioè denaro intelligente. Ossia denaro che si muove con una strategia ben definita. I movimenti che si registrano in uscita di una notizia, sono messi in atto proprio dagli istituzionali.

Tutto gira intorno al concetto di liquidità.  Ma cos’è la liquidità? E perché è così importante?

La liquidità è nient’altro che denaro ossia volumi; potremmo definirla come il numero di contratti che passano su un determinato livello di prezzo.   Per avere le idee più chiare pensate ad un grafico con un “volume profile” e immaginate tutti queli livelli sui quali si concentrano gli ordini pendenti, siano essi degli ordini pendenti per apertura di posizioni in breakout, o posizioni di ricopertura e stop loss.

Quindi nei momenti di diffusione dei dati, i cd livelli di liquidità fungono spesso da calamite attirando il prezzo, a prescindere da razionali motivazioni macroeconomiche derivanti dalla news.

La strategia “intelligente” consiste nel mappare il mercato individuando i livelli di liquidità ed osservare il comportamento del prezzo su tali livelli. Ad esempio su un grafico H1 è possibile tirare le linee e le trend line, sui massimi e minimi di swing. Successivamente si attende il prezzo su questi livelli strategici e si studia su time frame più piccoli, le strutture e il momentum di prezzo.

Ricapitolando, vediamo la strategia nel dettaglio con la specifica sequenza delle azioni da porre in essere:

DETTAGLIO OPERATIVO DELLA STRATEGIA “SMART”

Osservate il seguente grafico relativo al cambio euro dollaro. Ho messo in evidenza i livelli di liquidità, che puntualmente sono stati colpiti. In corrispondenza dell’annuncio del tasso BCE di giovedì pomeriggio, il prezzo ha iniziato a scendere, fino a colpire (guarda caso) il primo livello di liquidità, compiendo una chiusura strutturale.

EURO/DOLLARO LIVELLI DI LIQUIDITA’

Il trend ribassista si interrompe e si crea una struttura di inversione, ben visibile sul grafico a 15 minuti. Lo swing rialzista continua…. fino al prossimo livello di liquidità per invertire nuovamente….

EURO/DOLLARO PATTERN D’INVERSIONE

Non aggiungerei altro: il grafico conferma la validità della strategia.

Questi meccanismi sono riscontrabili su tutti gli asset, e sarà interessante osservare il comportamento di S&P500 martedì 13 settembre in occasione dell’uscita del dato sull’inflazione. Buon trading a tutti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *