Guadagnare col trading… è possibile? Come si fa? Quale è il metodo e gli strumenti giusti per svolgere quotidianamente questa attività ed essere profittevoli nel lungo periodo? Ognuno ha il suo metodo e non si può idealizzare un trading system considerando tutti gli altri delle bufale. Il segreto sta nel procurarsi un vantaggio statistico, e quindi individuare un metodo, testarlo per un periodo statisticamente significativo e applicarlo rigorosamente nel momento in cui iniziamo ad operare sui mercati.
Il “core” della “professione” consiste nella capacità di mettere in pratica una valida pianificazione strategica, e nella capacità di operare senza farsi prendere dalle emozioni. Il nemico del trader non è il mercato, ma la propria testa. Non basta leggere un libro di Analisi Tecnica, né è sufficiente improvvisarsi e tentare di intuire un trend, senza un metodo a lungo andare si perdono soldi. Tante sono le variabili da tenere presente e c’è molto da studiare, per capire alcuni meccanismi e manipolazioni, che si ripetono ogni giorno sui mercati.
A questo si aggiunge la necessità di fare pratica. Quando si ha a che fare con i soldi, le emozioni entrano sempre in gioco. Il MINDSET, è fondamentale: la capacità di autocontrollo per mantenere un adeguato equilibrio nella gestione dei trade è indispensabile.
Vediamo di seguito alcune regole fondamentali per costruire un METODO PROFITTEVOLE, applicate alla realtà dei grafici di tutti gli strumenti: indici, materie prime o valute che siano.

1. IL MERCATO SI MUOVE A ONDE
Può succedere qualsiasi shock esogeno, che sconvolga il mercato, ma tendenzialmente anche se nelle occasioni estreme di PANICO o EUFORIA, IL PREZZO COMUNQUE TENDE AD UN ANDAMENTO SINUSOIDALE. In altri termini, per raggiungere un target, va su e giù, con un percorso a “zig zag”. Un trend infatti è composto da un insieme di impulsi e correzioni. Anche in un chiaro trend rialzista, ogni tanto notiamo delle pause (prese di beneficio) in cui il mercato ritraccia, prima di riprendere la tendenza primaria. Il discorso vale sia per mercati rialzisti che ribassisti.
Facciamo riferimento allo S&P 500. – Nel grafico che riporto di seguito dal massimo del 4 gennaio, al minimo del 17 giugno osserviamo un trend chiaramente ribassista. Nonostante il massimo del 29 marzo (evidenziato con il cerchio giallo) che tenta la rottura della media 200, il 21 aprile abbiamo la definitiva conferma della debolezza. La candela ribassista e la resistenza della media ci indicano che molto probabilmente si andranno a cercare nuovi minimi. E così è stato. Ma non è avvenuto tutto in linea retta. Si sono formate dal 21 aprile in poi onde ribassiste che hanno portato al minimo del 17 giugno. Da qui un bel pullback che si è fermato di nuovo proprio sulla media a 200 e ora di nuovo giù…

2. TREND E LIVELLI CHIAVE
Non mi ripeto sulle solite definizioni che trovate scritte ovunque, ma quello su cui vorrei porre l’attenzione, è la scelta del time frame e dei livelli significativi da tenere presenti. Innanzitutto ci sono tre trend ed ognuno ha le proprie caratteristiche (long-short-laterale). Ogni trend ha una durata limitata ed è composto da altri trend, che per non confonderci definiamo SWING. Il fascino dei grafici sta proprio nella loro FRATTALITA’. Questi movimenti e certe dinamiche su un grafico daily sono il risultato di pattern di grafici orari che a loro volta disegnano strutture e configurazioni che si ripercuotono su TF maggiori e sono il risultato di quelli minori.
Per individuare in modo attendibile un trend è opportuno prendere in considerazione almeno un grafico giornaliero. Su questo time frame (o superiore), valuteremo il tipo di candele, i pattern, il momentum (ossia la prevalenza di candele rosse o verdi) per capire la direzionalità, la maturità del trend e l’eventuale configurazione grafica che possa presagire un cambiamento.
I LIVELLI CHIAVE sono rappresentati dai LIVELLI D’ INVERSIONE DEL PREZZO (supporti o resistenze) e dalle MEDIE, che rappresentano degli importanti punti di riferimento. Osservate di seguito come nel grafico di S&P 500 la MEDIA A 200 abbia rappresentato il target dell’ultimo swing rialzista e livello d’ inversione che ha originato l’attuale ritracciamento. Per capire un trend dunque è opportuno considerare la configurazione dei massimi e minimi, ma è anche fondamentale individuare aree strategiche dove “attendere il prezzo” per valutare al momento giusto il combinato disposto tra candela giornaliera e livello chiave. Nel nostro esempio di S&P500 il segnale è fornito dalla conformazione grafica evidenziata nel cerchio giallo. Gli elementi che supportano la bontà del segnale sono diversi e molto significativi:
- Rotazione del prezzo appena sotto la media 200, ritenuta fondamentale per questo indice azionario. In corrispondenza della media passa anche la resistenza; altra evidenza che supporta l’importanza di questo livello.
- Cambiamento del momentum: osservate come le candele ribassiste inizino a prevalere su quelle verdi e soprattutto la quarta mostra una chiara tendenza bearish.
Dopo queste 4 candele potremmo affermare che “due indizi fanno una prova”, in via del tutto eccezionale. Il target (livello chiave) di questo swing?… il prossimo supporto rappresentato dalla linea verde. Da li si valuterà di nuovo.
E’ inutile tentare di individuare una tendenza in un punto casuale del grafico, solo basandoci su una conformazione di prezzo. I pattern dovrebbero essere sempre rapportati ai livelli chiave per avere un vantaggio in termini di probabilità. Mettere insieme una conformazione di candele ad un livello strategico supporto-resistenza o media, aumenterà le probabilità di successo dell’operazione. Nell’attesa di questi livelli è prudente astenersi dal prendere in considerazione lo strumento in questione. Nulla esclude che in certe situazioni dubbie o che ci creino imbarazzo, possiamo astenerci dal fare trading. Non ce lo ha ordinato il dottore!

Quindi i target, come abbiamo visto possono essere rappresentati da supporti, resistenze, medie, o chiusure strutturali e zone di supply o demand. Approfondiamo questi ultimi concetti con l’aiuto di Wyckoff.
3. IL MERCATO TENDE ALL’ EFFICIENZA
Uno dei massimi esponenti dell’analisi tecnica classica dei primi del ‘900 è Richard Wyckoff, scopritore di numerose teorie e schematiche che ancora oggi ritroviamo nei mercati finanziari. Nonostante l’introduzione di nuove tecnologie, le dinamiche e i comportamenti alla base dei mercati sono sempre le stesse, oggi come 100 anni fa.
I volumi, la liquidità e l’equilibrio del mercato sono i punti cardine delle sue teorie e i principi della manipolazione messi in atto dagli “smart money” ai danni dei “retail” possiamo ritrovarli ogni giorno sui mercati. Le teorie di Wyckoff sono riscontrabili su tutti i mercati e soprattutto su quelli più liquidi, come il mercato valutario.
Sarebbe riduttivo pretendere di esporre in un articolo i numerosi spunti offerti da questo autore, ma il concetto fondamentale che sta alla base di tutte le sue teorie è di primaria importanza per un trader.
Il concetto di efficienza del mercato parte dalla legge della domanda e dell’offerta ed è valida in qualsiasi mercato non solo per gli asset finanziari.
Un mercato efficiente ha sempre una controparte disposta a comprare o vendere: in questo caso si rispettano tutti i livelli di compratori e venditori. Un trend rialzista crea massimi e minimi crescenti.
L’eccessiva domanda (o offerta) di un determinato bene porta il prezzo a schizzare (o crollare) eccessivamente al rialzo (o ribasso). Questo meccanismo però lascia “insoddisfatti” una buona parte dei venditori (o compratori). Quando abbiamo un allontanamento così violento da un prezzo di equilibrio, si creano dei vuoti volumetrici importanti. Questi vuoti solitamente vengono riassorbiti.
Wyckoff diceva che il mercato ha bisogno di essere efficiente: il retest di massimi precedenti cioè le chiusure strutturali permettono al mercato di essere efficiente. Nel momento in cui un massimo non venga ritestato, si creano dei vuoti di liquidità (o vuoti di volume, o sbilanciamenti) detto in termini anglosassoni “INBALANCE”. Se si crea uno sbilanciamento violento tra domanda e offerta, non c’è più equilibrio. Fino alla candela precedente allo sbilanciamento, c’è equilibrio tra compratori e venditori. Con una candela di espansione i venditori vengono buttati fuori e il mercato diventa inefficiente.
Per tornare ad essere efficiente il mercato ha necessità di andare a rivedere le aree da dove è cominciata l’inefficienza. Quindi abbiamo prima di tutto la chiusura strutturale o retest dei massimi precedenti, dopo la chiusura della cosiddetta inefficienza, ossia dello sbilanciamento tra domanda e offerta.
Affinché il mercato sia in trend mi aspetto che quei massimi vengano ritestati per poi continuare il movimento verso l’alto. Di seguito riporto un esempio su TF orario di Euro Dollaro. Osservate come gran parte della candela di espansione rialzista, segnalata con la freccia verde, venga riassorbita. I punti di entrata ed uscita del trade “in vendita” è segnalato dai cerchi verdi.

4. DOVE SI ANNIDA LA LIQUIDITA’
Se operiamo sui mercati come scalper, o il prezzo si trova su dei livelli estremi di lungo periodo, dobbiamo essere consapevoli che gli “smart money” sono sempre pronti a fregarci! Uno dei tanti svantaggi dei “retail” nei confronti degli operatori intelligenti di Wall street, è la disinformazione. Questo limite riguarda anche i livelli in cui si concentra la liquidità.
Cosa è la liquidità e perché è importante? Abbiamo parlato di Wyckoff e della teoria di efficienza. Un mercato deve sempre avere due attori con esigenze opposte. Immaginate di essere un grande fondo di investimento e voler liquidare un importante portafoglio di titoli, ma nessuno è disposto a comprarli perché il prezzo sta lateralizzando. Per riuscire a piazzare i titoli sarà opportuno spingere il prezzo su livelli strategici, in cui si concentrano ordini opposti alle nostre esigenze. In questo modo riusciremo a piazzare tutti i nostri titoli in portafoglio.
Per liquidità si intendono i volumi di ordini in corrispondenza di livelli chiave. Molti sistemi automatizzati e spesso anche i retail, piazzano ordini in corrispondenza di resistenze (o supporti) buy (o sell rispettivamente). Quindi sempre in considerazione della nostra lateralità possiamo affermare che la liquidità (ossia ordini pronti ad essere fillati) si trovano agli estremi della struttura, sui supporti o sulle resistenze. Tale concetto è rafforzato non solo per le operazioni di apertura, ma anche di stop loss-ricopertura. In corrispondenza di questi livelli abbiamo anche ulteriore liquidità derivante dalle protezioni attivate dalle ricoperture sell o buy.
Ora è evidente come le banche d’affari o i grandi fondi d’investimento molto spesso e soprattutto in operatività intraday attivino queste “manipolazioni”, spingendo il prezzo su delle resistenze (o supporti) per far scattare gli ordini e prendere la liquidità. Poi spingono il prezzo nella direzione opposta. Questi meccanismi si possono notare anche in uscita di dati del calendario economico, in cui paradossalmente in prima battuta il prezzo prende una direzione opposta a quella che tutti si aspetterebbero a livello macro, per poi invertire velocemente.
Un grafico contribuirà a chiarire questo meccanismo.

Osservate bene come i 3 massimi di struttura siano crescenti e piazzati ad arte per ingannare. Il primo massimo disegnato con la linea tratteggiata rossa è stato violato con il livello in corrispondenza della linea blu. L’inversione repentina ha portato in basso il prezzo. Poi una nuova accelerazione ha portato un terzo massimo leggermente superiore ai due precedenti (in modo particolare al secondo). Dal massimo della linea nera di nuovo giù…
5. STRUTTURE E PATTERN
Quando una tendenza arriva al capolinea, un importante fenomeno si manifesta sul mercato. E’ quel meccanismo che Richard Wyckoff chiamava passaggio di mano dei titoli dalle mani deboli alle mani forti.
Immaginate ad esempio un titolo azionario che dopo un forte “panic selling” abbia perso gran parte del suo prezzo. Il crollo ha provato psicologicamente e finanziariamente i piccoli risparmiatori che oramai sono sconsolati e hanno perso tutte le speranze di un potenziale recupero dell’asset in loro portafoglio.
A questo punto gli “squali di Wall Street” sono pronti a rimpinguare le loro attività, con azioni ad alta potenzialità di crescita, ad un prezzo scontatissimo. Così iniziano la cosiddetta fase di accumulazione. Si genera un consolidamento laterale del prezzo che può avere una durata graficamente significativa (su qualsiasi time frame, da 1 minuto al giornaliero, sempre nell’ottica della frattalità). Queste configurazioni grafiche hanno delle caratteristiche ricorrenti, di cui Wyckoff aveva teorizzato alcune regole e principi, che ancora oggi possiamo ritrovare nei grafici di qualsiasi strumento finanziario. Sono le cosiddette schematiche di Wyckoff.
La ratio di queste schematiche, si focalizza sul fatto che i volumi degli acquisti delle mani forti vengono distribuiti su un arco temporale abbastanza lungo, per permettere agli “smart money” l’acquisto dei titoli in un range di prezzo ragionevolmente basso. In questo periodo il prezzo è compresso in un range di prezzo abbastanza stretto, in cui ci sono continue rotture in alto o in basso dei livelli estremi per “prese di liquidità”.
Ad un certo punto quando i portafogli sono sufficientemente “riforniti” il prezzo inizia a salire e a creare una nuova tendenza rialzista, in cui gli “smart money” guadagnano e i “retail” si pentono di aver venduto le azioni a prezzo scontato che ora tornano a salire…

Nel grafico del platino a 4 ore, potete osservare una struttura accumulativa; è evidenziato con il rettangolo, il range di prezzo e l’intervallo di tempo durante il quale persiste il consolidamento. La rottura definitiva del range rappresenta il segnale che sta iniziando un nuovo trend rialzista.
Abbiamo parlato di schematiche accumulative, ma non esistono soltanto le schematiche di Wyckoff per determinare una inversione del trend. Le figure più conosciute sono il doppio massimo, triplo massimo, testa spalle.
6. TRADING SYSTEM
La tendenza si determina osservando un grafico, prendendo in considerazione la struttura dei massimi e minimi “significativi”. Ma per avere delle indicazioni più specifiche e avere un supporto valido alla strategia, è opportuno far riferimento ad un sistema di strumenti.
Molto diffusi sono gli oscillatori e gli indicatori che vengono associati ai pattern di prezzo e alle medie. Ad esempio si considerano due medie e un RSI o altri strumenti simili. Il mio indicatore di riferimento è ichimoku. Questo strumento fornisce “a colpo d’occhio” un’indicazione chiara della situazione. In sostanza è un sistema di medie, costruito su massimi e minimi (e non sulle chiusure) delle candele di prezzo, rapportate ad una linea del prezzo spostata nel tempo di 26 periodi.
Senza entrare troppo nei particolari, osserviamo lo S&P 500 su TF settimanale. Nel grafico che segue si evince chiaramente la “forza” degli elementi di questo sistema. La nuvola o “Kumo” funge una prima volta da supporto e successivamente (per 2 volte) da resistenza. Stessa funzione è svolta dalle medie (linea rossa e blu).

7. OCCHIO AL CALENDARIO ECONOMICO – VOLATILITA’ IN ARRIVO!
Non si può fare trading senza essere informati. In realtà le informazioni non dovrebbero condizionarci nelle decisioni, visto che ciò che conta è il prezzo e “trend is your friend”. Quindi che si fa? Bisogna tener conto che il prezzo si muove influenzato dall’uscita dei dati macro, e mai come in questo periodo è sensibile a tutto ciò che riguarda le decisioni di politica monetaria e inflazione.
L’uscita dei dati dell’economia reale, costituiscono un catalizzatore importante che coinvolge fortemente l’attenzione degli operatori muovendo il prezzo. Per questo motivo bisogna avere contezza dei dati in uscita ogni giorno che ci accingiamo ad operare sui mercati. Non tutti i dati sono uguali, e questo dipende anche dal contesto economico di riferimento. L’esplosione di volatilità si concentra in modo particolare nel momento di uscita del dato per poi affievolirsi qualche ora dopo. Questi momenti possono essere delle buone opportunità per i più esperti e trappole per i neofiti o “gli scommettitori”. E’ bene tenere presenti le “trappole” e le “manipolazioni”, oltre a considerare i livelli tecnici, l’equilibrio e l’efficienza a cui il mercato tende costantemente.
Di seguito il grafico di S&P500 riporta l’esplosione di volatilità di qualche giorno fa in occasione dello speech di Powell al simposio di Jackson Hole. Le parole del Presidente della banca centrale, hanno instillato di nuovo pessimismo sui mercati, per il persistere delle politiche restrittive contro l’inflazione.

8. MONEY MANAGEMENT IN OGNI SITUAZIONE
Una delle prime regole da imparare consiste nella giusta impostazione delle operazioni. Ogni volta che si apre un’operazione bisogna essere consapevoli a quello che si va incontro.
Imparare a mettere in pratica un buon metodo è alla base di tutto, poi bisogna essere in grado di rispettare le regole sempre senza alcuna eccezione. Ogni operazione, visto che parliamo di strategie basate su strumenti probabilistici, può riuscire o meno. Nel caso in cui il mercato vada nella direzione opposta al nostro target, bisogna definire il punto in cui tagliare la perdita e accettarla.
In questo modo ogni “trade” ha un rischio e un rendimento potenziali. Ogni operazione deve avere una buona probabilità di riuscita e un rapporto rischio rendimento adeguato.
Per fare un esempio banale, se tutte le operazioni avessero un rapporto RR=1 e la probabilità di riuscita pari al 50%, saremmo sempre allo stesso punto.
Esiste la possibilità che dopo aver messo impegno in molte operazioni alla fine ci imbattiamo in un trade che le annulla tutte o che addirittura ci bruci il conto. Ecco ogni operazione deve avere una “SIZE ADEGUATA” al capitale complessivo, così come lo stop loss. La parola d’ordine è sempre la stessa: equilibrio.
9. MINDSET E OVERCONFIDENCE
Un altro aspetto importante è quello che riguarda il “mindset”. L’approccio mentale è forse l’aspetto più complicato da gestire. E’ infatti necessario raggiungere e mantenere il giusto equilibrio di fronte alle proprie decisioni. A minare la nostra stabilità sono sempre in agguato le emozioni. Paura ed euforia sono le più diffuse ed opposte tra loro. Purtroppo anche ai migliori, capita che dopo alcuni trade eseguiti con la giusta lucidità mentale, inizino ad operare con l’influenza emozionale. Le emozioni non si possono cancellare, fanno parte del nostro “essere” ma in questa attività devono essere assolutamente gestite.
Quando iniziamo ad avvertire la tendenza emozionale dentro di noi, dobbiamo iniziare a prenderne coscienza, e fermarci per un po’, per evitare danni al nostro conto. Uno dei danni più gravi derivanti dall’emozione è l’overconfidence. Tale trappola cognitiva induce a crederci invincibili e aprire operazioni al di fuori di tutte le regole che ci siamo imposti. L’equilibrio e il rispetto delle regole sono alla base di tutto.
La capacità di saper aspettare il momento giusto per aprire una operazione, (la pazienza è la virtù del profitto), rende un trader vincente. Aspettare il prezzo sui livelli chiave, osservare e valutare.

Tutti questi concetti sembrano banali, ma quando si opera con soldi veri, a volte vengono meno queste attenzioni: cancellate totalmente dalla nostra indole più intrepida, che puntualmente ci porta a fare danni. Insomma è un esercizio continuo di applicazione del metodo e disciplina. Un esercizio mentale molto impegnativo che implica anche la c.d. “uccisione del proprio ego”. L’ego è rappresentato dal nostro orgoglio di avere ragione e trovare sempre giustificazioni ad errori che non vogliamo ammettere. Il mercato ha sempre ragione, punto.
10. DIFFERENZIARE FA LA DIFFERENZA
Per operare quotidianamente sui mercati, è bene avere un portafoglio ben differenziato. Opportunità sui mercati ce ne sono tutti i giorni, per tutti i gusti. Sia long che short, si possono prendere posizioni di ogni tipo in base alle proprie strategie. Bisogna soltanto aspettare il momento giusto per aprire una operazione. E’ ovvio che non si possono aprire operazioni a caso o a sentimento, e per creare un certo flusso di profitti è necessario seguire più strumenti. Così possiamo concentrare l’attenzione su coppie di cross valutari, materie prime, indici azionari e azioni. Ogni strumento ha le proprie caratteristiche ma in linea di massima si può tradare tranquillamente sempre con gli stessi principi e metodi, l’importante è mantenere un drawdown contenuto e delle esposizioni adeguate al capitale complessivo.
Differenziare ci permetterà di diminuire il rischio o creare strategie di coperture su altri strumenti. L’importante è investire su strumenti non direttamente correlati, altrimenti è come se si investisse una size più pesante sullo stesso strumento; così la differenziazione sarebbe solo un’illusione.
Insomma se fino al 2021 i mercati sono stati “facili” perché in un trend crescente in cui ogni ritracciamento era occasione di acquisto, il 2022 e il futuro si prospettano piuttosto imprevedibili. La stretta sulla liquidità elargita dalla FED, l’inflazione e i venti di recessione, stanno creando un contesto tecnico in cui è opportuno muoversi da professionisti.
Distinguendo tra investimento e trading, non si può di certo improvvisare.
Per chi investe è opportuno creare un piano di accumulo, dividendo il proprio capitale in piu tranche, da tenere pronte per investire sugli affondi. Non investire tutto e subito, perché il mercato a zig zag potrebbe cercare nuovi minimi. Quanti e fino a che livello? Questo nessuno lo sa, per questo è bene investire su supporti chiave ad ogni nuovo minimo, ma tenendo sempre pronta una parte di liquidità per nuovi bottom.
Per il trading, valgono le idee esposte in questo articolo. Di sicuro qui la fortuna non conta, per guadagnare con questi mercati bisogna stare sul pezzo tutti i giorni e muoversi con cautela. La volatilità può essere una minaccia per i neofiti ma di sicuro è una grande opportunità per chi sa muoversi. Non ci sarà una unica direzione come siamo stati abituati con il “quantitative easing”. Per ora il mercato sta scendendo con le scale. Speriamo che non prenda l’ascensore.
Si prospettano tempi molto difficili: il “caro energia” sta colpendo consumatori e imprese portando le economie occidentali verso una profonda recessione. Le banche centrali stanno rincorrendo l’inflazione che ha raggiunto oramai livelli incontrollabili. Unico segnale positivo la discesa del prezzo del petrolio.
Nonostante tutto, buon trading a tutti!
Articolo mostruoso per quanto completo in ogni sfaccettatura delle possibili variabili che influenzano i mercati!