Nel IV trimestre 2022 gli indicatori macro, hanno segnalato un chiaro punto di inversione del sentiment di mercato, spinto dalle aspettative di un rallentamento dell’inflazione.
Da allora, sia i mercati finanziari che i dati economici hanno fornito conferma a favore di uno SCENARIO DI SOFT LANDING.
Un contesto economico caratterizzato da inflazione più bassa, da un mercato del lavoro resiliente e aspettative di una pausa nel ciclo di inasprimento monetario della FED entro la metà del 2023.
In forte contrasto con il consenso recessivo, gli indicatori anticipatori del ciclo economico, mostrano una fiducia dei consumatori in forte ripresa nei paesi industrializzati. Un ciclo manufatturiero con primi segnali di miglioramento in Europa e nei mercati emergenti. Per il terzo mese consecutivo registriamo un notevole miglioramento degli indicatori Europei.
In questo scenario ottimistico, i mercati finanziari stanno mostrando una forte propensione al rischio su tutte le classi di investimento, con una sovra performance dell’azionario sull’obbligazionario. E’ plausibile che questo trend possa continuare nei prossimi mesi, sostenuto da un affievolimento del rischio di recessione nel breve termine.
Seguire il mercato senza anticiparlo
Confidare nell’avvento di una imminente recessione, solo perché le banche centrali hanno messo in campo politiche restrittive e l’inflazione ancora si attesta su livelli troppo elevati, potrebbe essere pericoloso, se questa convinzione dovesse condizionare esclusivamente le nostre scelte d’ investimento: il contesto va analizzato nel suo complesso.
Le serie storiche, evidenziano come ogni volta che il tasso d’inflazione ha superato il 5% si è verificata una recessione significativa. L’attuale sentiment, però evidenzia al momento, tutto tranne che un crollo dei mercati o una recessione.
Credo che sia inutile e soprattutto dannoso pensare che possa essere il momento di “vendere equity” ricercando la motivazione nella persistenza inflazionistica. I prezzi sono il risultato delle aspettative e in questo momento il mercato sta “prezzando” un indebolimento dei falchi della Federal Reserve, con una plausibile inversione delle tendenze restrittive (ribasso dei tassi d’interesse) a partire dalla seconda metà del 2023. Sarà davvero così?
I dubbi sulla efficacia delle politiche monetarie restrittive messe in campo dalle banche centrali (FED e BCE in primis), non fanno stare tranquilli; infatti i preoccupanti dati sull’inflazione del Vecchio Continente così come degli Stati Uniti, danno adito a possibili ulteriori e più incisive strette monetarie. Evitare la spirale inflazionistica è di vitale importanza, considerando che l’inflazione potrebbe consolidarsi e diventare un elemento ostico da combattere nel momento in cui continui a persistere ed autoalimentarsi attraverso l’adeguamento dei salari.
Il presidente della FED è consapevole della pericolosità di una situazione fuori controllo, e come ha già ribadito più volte, è intenzionato ad evitare di cadere nello stesso errore del suo predecessore Paul Volcker.

Detto questo è naturale pensare che l’ entusiasmo dei mercati finanziari e la crescita riscontrata nell’economia reale, prima o poi debba esaurirsi; ma non perchè l’attuale reazione dei mercati sia infondata, o la crescita dell’economia reale falsata da qualche distorsione, ma piuttosto perché è evidente come una recessione a questo punto sia auspicabile, perchè unico strumento efficace per riportare l’inflazione ad una condizione di normalità.
L’idea per muoversi cautamente nei mercati finanziari senza farsi male, è quella di seguire il trend senza anticiparlo. L’attuale mood di “risk on” potrebbe persistere per mesi o interrompersi improvvisamente, “triggerato” da un evento improvviso fondato in sostanza dalla consapevolezza che l’attuale ottimismo ha delle profonde lacune, riscontrabili in un tasso di inflazione che continua a erodere potere di acquisto, portatore di incertezza nel mondo della finanza e dell’economia reale.

Investire con consapevolezza, uscendo da congetture derivanti da analisi superficiali dell’attuale contesto, è in questo momento quanto mai importante per non sbagliare.
Il timing per individuare il momento giusto sarà fondamentale. Nel frattempo analizziamo come muoversi nell’attuale tendenza, perché i mercati vanno seguiti, non anticipati.
Asset Allocation
Come muoversi dunque in queste acque calme, consapevoli che potrebbero essere improvvisamente sconvolte da un cambio repentino di umore dei mercati?
Mantenere una posizione di sovrappeso al rischio, privilegiando le azioni rispetto al reddito fisso. Nell’azionario sono preferibili i mercati emergenti e l’Europa. Il “Vecchio Continente” è particolarmente favorito rispetto agli Stati Uniti favorito anche dalle riaperture della Cina post covid.
Privilegiare le azioni “Value”, “Small & Mid-cap”, a scapito di titoli “Growth” ad elevata capitalizzazione che soffrono maggiormente l’attuale rialzo dei tassi.
Dal punto di vista settoriale, è opportuno privilegiare i settori ciclici : Finanziari, industriali, materiali ed energia.
Sul mercato valutario, l’euro è favorito rispetto al dollaro, un po’ per il ritardo delle restrizioni monetarie dell’Europa, un po’ per il fatto che questi regimi di ripresa dove la crescita sorprende il consenso, deprimono il biglietto verde.
Insomma il mantra per le nostre scelte d’investimento-trading in questo momento è:
navigare a vista
seguendo l’attuale tendenza… finchè dura.