Natale con l’orso… Analisi intra-market il modello settoriale.

La settimana appena conclusa, è stata caratterizzata dall’uscita di dati importanti sul calendario economico. Gli appuntamenti con le Banche Centrali (FED, BCE e BoE) e i dati sull’inflazione hanno riportato volatilità e inquietudine negli animi degli operatori. L’indice S&P 500 ha chiuso la settimana respinto fortemente dalla media a 200 periodi sul grafico giornaliero. L’ hammer ribassista caratterizzata da una lunga spike sul settimanale non è foriera di imminenti rialzi duraturi e attendibili.

E’ la conferma che l’attuale rimbalzo sia finito e si torni a testare ulteriori minimi più in basso nei prossimi mesi?  

NATALE

La parola alle borse, determinati segnali sul grafico, escluderebbero con buona probabilità improvvise ripartenze, senza fondati elementi a supporto del contesto macroeconomico.

Al di là di queste considerazioni generali, che sono d’obbligo per inquadrare sommariamente l’attuale sentiment, vorrei in questo articolo porre l’attenzione su alcuni aspetti ciclici settoriali, che caratterizzano specificatamente il mercato azionario.

SCONTRO TRA FALCHI E COLOMBE

In merito “all’ asset allocation” INTERMARKET (ossia la scelta d’ investimento tra: azioni, obbligazioni, materie prime) ho già scritto qualche settimana fa questo articolo (http://marcocelletti.it/dallinflazione-alla-recessione-ecco-lo-scenario-che-ci-aspetta/), in cui si pone l’accento sulla ciclicità delle diverse categorie di asset, in rapporto all’ andamento dell’ ECONOMIA REALE.

Con questo “modello”, si ha un riferimento utile sul timing di entrata nella scelta delle diverse classi d’investimento. Il grafico in questo caso, fornisce la risposta alla seguente domanda:

In base all’attuale fase dell’ ECONOMIA REALE, quale CLASSE D’INVESTIMENTO dovremmo privilegiare per evitare un drawdown eccessivo, cercando di massimizzare il profitto ottenibile?

Ovvero l’intento principale del modello, consiste nel cercare di costruire un portafoglio diversificato acquistando ogni asset “al momento giusto” (per quanto possibile) in funzione delle fasi del ciclo macroeconomico.

MODELLO INTERMARKET

In questo articolo, invece, vorrei concentrarmi esclusivamente sul MERCATO AZIONARIO, e affrontare l’ANALISI INTRAMARKET. In relazione al ciclo economico che stiamo vivendo, scopriamo quali settori produttivi performano meglio degli altri all’interno dell’equity. Mettiamo da parte le altre classi d’investimento, e orientiamo il focus esclusivamente sulle azioni distinguendole per grandi settori. Quali settori soffrono di più e quali stanno guadagnando o perdono meno, in rapporto all’attuale contesto macro?

L’analisi parte dal seguente grafico, che possiamo definire:

MODELLO DELLA ROTAZIONE SETTORIALE (dei grandi gestori in base al ciclo economico).

SECTOR ROTATION MODEL

Cominciamo a illustrare il modello, partendo dalla descrizione della linea e dalle curve ivi rappresentate.

IL COLORE VERDE: rappresenta l’andamento del ciclo economico. Sinteticamente la realtà macroeconomica viene rappresentata nelle 4 fasi: Piena recessione – Inizio ripresa – Piena ripresa – Inizio recessione.

IL COLORE ROSSO: rappresenta l’andamento del mercato azionario. Anche in questo caso vengono riportate 4 fasi: Minimi di mercato – Mercato toro – Massimi di mercato – Mercato orso.

LA LINEA NERA: rappresenta il fronte di demarcazione tra la CRESCITA del PIL e la sua contrazione che si concretizza con la RECESSIONE.

La prima cosa che salta agli occhi, osservando il grafico, è l’evidenza che LA CURVA ROSSA ANTICIPA SEMPRE QUELLA VERDE e i cicli sono speculari. Questa caratteristica conferma il fatto che i mercati finanziari anticipano spesso l’economia reale. Infatti a meno di fattori esogeni inaspettati (il cd cigno nero), i cicli economici solitamente si alternano rispettando queste fasi, un po’ come le 4 stagioni.

Il motivo per cui i mercati finanziari generalmente, si muovono in anticipo, è da ricercare nelle ASPETTATIVE. I mercati sono mossi dalla liquidità, che è in mano ai grandi gestori. Generalmente questi gestori osservano determinate variabili macro e “fanno a gara” per anticipare quello che si concretizzerà a distanza di qualche mese nell’economia reale. Lo spunto dei grandi investitori, parte dall’esperienza storica statisticamente rappresentativa e relativamente attendibile, generatrice di probabili scenari. Così se le aspettative convincono, e i fatti confermano, la liquidità si sposta su specifici asset e la ciclicità dei modelli viene confermata e completata.

Possiamo così definire i MERCATI FINANZIARI, come FORWARD LOOKING, strumenti sempre avanti per natura. Potremmo considerare l’equity come un “leading indicator” dell’economia reale. Dal modello sopra riportato emerge che nel momento del picco recessivo dell’economia reale, alcuni settori del comparto azionario (che qui analizzeremo) già iniziano a partire qualche mese prima.

All’interno di questa “GIOSTRA PERPETUA” abbiamo un’ampia rosa di settori su cui poter puntare. Ogni settore ha le sue caratteristiche e performa più o meno bene, a seconda della fase del ciclo economico in cui ci troviamo.

L’investitore intelligente, nel DIVERSIFICARE IL SUO PORTAFOGLIO, a seconda della “stagione” in cui si trova, farà acquisti o vendite su determinati settori. In estate non mi comprerò un cappotto, ma cercherò una t-shirt e un pantalone corto…

I SETTORI PROTAGONISTI DELL’ATTUALE E DELLA PROSSIMA FASE CICLICA

Prima di entrare nel vivo dell’analisi definiamo chiaramente le classi settoriali di cui analizzeremo le performance in base al ciclo macroeconomico in cui ci troviamo attualmente.

STAPLES: questo settore è costituito dai consumi di base o beni di prima necessità. Comprende tutti quei beni di cui non possiamo fare a meno per sopravvivere, a partire dal cibo. La domanda di questi beni non risente più di tanto della contrazione generale della domanda. Nel momento in cui dobbiamo, per necessità, rinunciare a qualcosa inizieremo a tagliare le spese per beni voluttuari e ciclici. In genere il consumatore, in periodi di recessione, tende a rinunciare a viaggi, limita spese per ristorante, o rimanda l’acquisto di un’auto nuova… La spesa per alimenti e igiene personale tende a restare sempre la stessa, nonostante la congiuntura economica.

STAPLES

HEALTHCARE: Le azioni di questo settore rappresentano aziende che forniscono servizi medici. Il settore sanitario (healthcare) costituisce una fetta importante dell’economia globale, comprendendo una gamma di categorie di business, tra cui: aziende farmaceutiche, servizi sanitari (aziende ospedaliere, cliniche…), produzione di dispositivi medici e biotecnologie. Questo settore viene considerato difensivo, infatti è adatto in periodi economicamente difficili, presentandosi aciclico e più stabile rispetto ad altri settori che risultano più vulnerabili alla volatilità e agli umori della congiuntura.

HEALTHCARE

UTILITIES: questo settore comprende tutte quelle società quotate che hanno a che fare con elettricità ed energia. Rappresenta anche questo una categoria di asset abbastanza stabile, le azioni di questo settore infatti hanno retto bene anche lo shock pandemico. Una caratteristica tipica di queste società, è che tendono a distribuire i dividendi agli azionisti.

UTILITIES

CYCLICALS: un titolo ciclico è uno strumento che segue il ciclo economico, quindi tende ad essere rialzista in fasi di espansione economica e ribassista in fasi di recessione. Di base la maggior parte delle industrie comunemente conosciute, sono cicliche; di seguito riporto alcuni dei settori più emblematici:

Compagnie aeree, Hotel e Turismo, Ristoranti, Automobili…

CYCLICALS

TECNOLOGY: l’ultimo tassello non può che riguardare i titoli tecnologici, che tutti oramai conosciamo bene. Questo settore ha sovraperformato durante la pandemia, per i numerosi motivi che sappiamo, ma sta correggendo pesantemente da un anno a questa parte. Il settore ampiamente impegnato nella ricerca & sviluppo è il più penalizzato dalla politica monetaria restrittiva, poiché maggiormente indebitato e per natura organizzativa e di struttura caratterizzato da maggiore fabbisogno finanziario.

TECNOLOGY

Terminata la doverosa premessa, torniamo al nostro modello settoriale. A questo punto abbiamo tutti gli elementi per verificare l’affidabilità di questo modello, visto che andremo a collocarci a livello temporale, sul punto del grafico in cui l’attuale contesto economico troverebbe posto. Attraverso l’analisi degli ETF di settore, andremo ad osservare se le performance di questi ultimi mesi hanno riscontro con la tesi sostenuta dal modello oppure no.

IL MODELLO

A colpo d’occhio risulta evidente come in questo momento possiamo collocarci senza alcun dubbio, nel punto indicato nel grafico.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, infatti non c’è ancora alcuna traccia di recessione conclamata: il PIL in base agli ultimi dati, sta salendo, ci sono vari indicatori di rallentamento, ma non si è ancora verificata una contrazione significativa. Possiamo tranquillamente affermare che non ci collochiamo ancora al di sotto della linea nera del grafico. I dati quantitativi ci inducono a collocarci in una parte di discesa della linea verde: “l’economia sta rallentando il passo”.

Come anticipato questo è un modello probabilistico, e non si può escludere a priori che ad un certo punto della discesa (sulla linea verde) l’economia si riprenda e riparta un altro ciclo di crescita. Il problema però nell’attuale contesto, è costituito dall’inflazione, che oramai sta spingendo le banche centrali a cercare una contrazione-recessione (nessuno sa quanto profonda e duratura), che riporti la stabilità dei prezzi (a seguito della contrazione della domanda e con una consistente riduzione della liquidità). Possiamo tranquillamente credere che sono molto alte le probabilità di raggiungere i bottom dei due cicli presi in esame (economico=linea verde; finanziario=linea rossa) seguendo completamente le fasi del modello.

Seguendo le indicazioni di questo specifico modello, i settori che in questi ultimi mesi avrebbero dovuto performare meglio rispetto al benchmark di mercato sono rappresentati dai seguenti ETF:

UTILITIES= XLU

HEALTH CARE= XLV

STAPLES= XLP

FINANCE= XLF

Vediamo se il grafico conferma quanto previsto dal modello……

SETTORI RESILIENTI ALL’ATTUALE CONGIUNTURA

Dal grafico si evince chiaramente, come da un anno a questa parte i 4 settori considerati, sebbene abbiano perso, si sono mantenuti comunque ben al di sopra della perdita subita dall’indice S&P500. In modo particolare i primi tre non hanno subito una perdita oltre il 4% a fronte di un – 19% di S&P500. Più sofferenza la troviamo nel settore finanziario che si attesta ad un -13,70%, performando comunque bel al di sopra dell’indice considerato.

Prendiamo ora in considerazione gli ETF del secondo gruppo, più vulnerabile all’attuale contesto macroeconomico, quello dei tecnologici e dei consumi ciclici.

Questi settori tendono per natura a soffrire di più l’attuale l’attuale debolezza dei mercati; nel caso di completamento dell’attuale ciclo macroeconomico, con bottom per mercati ed economia, i primi titoli pronti a capitolare per poi ripartire dal fondo, anticipando tutto il resto, sono rappresentati proprio da questo gruppo. Si prospettano quindi come una ottima occasione di acquisto al momento del raggiungimento dei minimi di ciclo.

TECNOLOGICI=XLK

CICLICI (discrezionali)=XLY

SETTORI VULNERABILI ALL’ATTUALE CONTESTO

Osservando il grafico risulta evidente come il modello stia funzionando. Entrambi i settori presi in considerazione hanno “fatto peggio” di S&P500. Questa evidenza mette in risalto l’atteggiamento dei grandi investitori che hanno “spostato” l’attenzione su altri settori e altri mercati in questo momento, puntando su aspettative di peggioramento per questi settori. Si sta preparando il terreno per il futuro probabile minimo dei mercati e dell’economia reale. A quel punto da titoli in difficoltà, questi settori diventerebbero proficue opportunità di acquisto.

Per concludere dobbiamo rivolgerci a questi modelli, non come leggi assolute, visto che sono pur sempre delle costruzioni basate su esperienze passate e modelli statistici, ma come punti di riferimento per supportare le nostre scelte d’ investimento a lungo termine. E’ opportuno seguire i mercati sistematicamente, considerando tutte le variabili in gioco, con la pazienza di “aspettare il prezzo” su livelli adeguati.

La consapevolezza di un buon investitore, consente di tenere a bada la paura di comprare quando tutti vendono. Lo scoppio di una bolla rappresenta sempre il punto di partenza di una nuova ripresa.

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