Sui mercati finanziari stiamo vivendo una situazione straordinaria, caratterizzata da un graduale ma convinto “mercato orso”. Le politiche monetarie antinflazionistiche delle Banche Centrali hanno iniziato a far sentire i loro effetti, prospettandoci CONDIZIONI FUTURE MAI VISTE PRIMA NELLA STORIA.

Siamo di fronte ad un mercato fortemente ribassista, e possiamo sintetizzare l’attuale contesto finanziario con i seguenti numeri:
– 20% di S&P500
– 70% BIT COIN
– 20% obbligazioni (bond a 10 anni USA)
Insomma un trend ribassista che coinvolge tutti gli asset, salvando per il momento soltanto il settore energetico e le commodities. Il petrolio dagli ultimi minimi ha performato per oltre il 500% (escludendo i prezzi del paradossale -40 di aprile 2020).

Dobbiamo tenere conto di numerosi e divergenti fattori esogeni, solo in parte prevedibili, che impattano e impatteranno sull’andamento futuro dell’economia.
Quello che è emerso in questo primo semestre di ribassi, è che non c’è ancora panico nelle vendite e contrariamente a quanto già avvenuto in altre situazioni, (dot.com 2000, mutui subprime 2008, Pandemia 2019) il mercato azionario sta scendendo lentamente. Questo significa che non siamo ancora in “panic selling”, ovvero nel mood “si salvi chi può”, e per il momento si scende, con le scale (contrariamente alle situazioni più comuni di mercato ribassista).
Lasciando da parte l’ottica di un trader, che per speculare trova sempre terreno fertile, purchè ne abbia le capacità, e in questo contesto di volatilità e di occasioni se ne hanno ogni giorno. Mettiamoci nei panni di un investitore che visti i recenti ribassi viene attratto dal “mercato delle occasioni” e vorrebbe NON PERDERE IL TRENO DEI RIBASSI.
IL PROBLEMA FONDAMENTALE E’ CHE: NESSUNO PUO’ SAPERE CHE MINIMI FARA’ IL MERCATO.

Quindi come dovrebbe comportarsi un investitore in questo momento?
Dovrebbe forse comprare ora e incrociare le dita?
Se così facesse, il rischio sarebbe quello di essere in largo anticipo nel caso in cui il mercato dovesse proseguire la discesa. Entrare ora, con tutto il capitale, si configurerebbe come una vera e propria scommessa, sull’imminente verificarsi di un’inversione di breve.
Per fare un paragone con il tennis, è come giocare a metà campo, sperando che l’avversario risponda con una “palla corta”. A quel punto un tiro a fondo campo nella posizione opposta ci potrebbe spiazzare completamente.
Quali sono le mosse giuste per un investitore in questi momenti di ribassi generalizzati ?
Un acronimo anglosassone, definisce una delle paure più comuni tra gli operatori nei mercati finanziari, la cosiddetta FOMO. Letteralmente “Fear of missing out” significa: paura di essere tagliati fuori. Paura di perdere una ghiotta occasione, che spesso causa i peggiori danni tra i piccoli risparmiatori. Questi infatti entrano sempre troppo tardi nell’affare e spesso si trovano col cerino in mano, acquistando ad un passo dallo scoppio di una bolla. O al contrario, in fasi ribassiste, tendono a comprare troppo presto, acquistando a prezzi troppo alti.

Nell’attuale contesto anticipare i mercati, per paura di perdere il treno, significa correre il rischio di avere un DRAWDOWN incredibilmente alto, col rischio ulteriore che diventi insostenibile a seconda dello strumento che utilizziamo per investire.
L’investitore prima di agire, deve DEFINIRE UNA STRATEGIA DI ACQUISTI BEN PIANIFICATA CHE RISULTI VALIDA ED EFFICACE.
La strategia dovrebbe dare una risposta a queste domande:
Cosa comprare?
Quanto comprare?
Quando comprare (ovvero con che timing scadenzare gli acquisti)?
Proverò nel proseguo di questo articolo a fornire indicazioni su questa strategia, partendo dall’indice S&P 500, che nella storia ha mantenuto un trend rialzista di lungo periodo. Di seguito il grafico mensile degli ultimi 30 anni.

La PIANIFICAZIONE DEL PORTAFOGLIO si basa sugli STRUMENTI STATISTICI E DI ANALISI TECNICA, funzionali all’individuazione dei LIVELLI CHIAVE che insieme al giusto TIMING e alle SIZE stabiliti nella strategia, ci consentiranno di “entrare a mercato” in modo efficace.
Premesso che il passato non è garanzia del futuro, dobbiamo prendere spunto dalle precedenti fasi di correzione. In questo modo avremo un quadro chiaro dei massimi ribassi riscontrati negli anni dallo strumento. Teniamo presente che la storia tende a ripetersi, ma con scenari e caratteristiche sempre diverse.
Detto questo prendiamo un po’ di dati statistici da tenere presente nella nostra strategia:
- In media i mercati orso hanno avuto una durata di 1 anno e 3 mesi, con un ribasso medio del 35%.
- Non sempre nei periodi ribassisti il mercato si è avvicinato al 35%, a volte lo ha superato, altre no.
- Durante la “Grande Depressione del 1929” lo S&P perse oltre l’80%.
Considerato il dato del 1929 che fa paura, è facile riscontrare che le dinamiche di quel periodo erano completamente fuori luogo rispetto al mondo moderno, ma nulla esclude che un tale ribasso e volatilità possano ripresentarsi. Le probabilità saranno molto basse, ma non si può escludere a priori: proprio perché è già successo nella storia dei mercati, ne dobbiamo prenderne atto.
Insomma conoscere le probabilità relative a certi scenari è un vantaggio da mettere in conto nella nostra strategia. E dobbiamo prendere in considerazione TUTTI GLI SCENARI POSSIBILI, anche quelli più remoti a livello probabilistico.
Messi insieme gli elementi statistici, cerchiamo sul grafico dei LIVELLI TECNICI CHIAVE, ossia dei supporti di lungo termine da cui probabilmente i mercati potrebbero ripartire.
E’ opportuno prima di elaborare la propria strategia, riportare sul grafico i livelli di ribasso chiave, presi in riferimento in base alla:
- Configurazione tecnica
- Rilevanza statistica in base al massimo drawdown riscontrato dallo strumento nel tempo
Il capitale da investire dovrà essere scomposto su più tranches, in modo da avere diverse opportunità di acquisto. L’idea è un acquisto ponderato progressivo, ben pianificato, che preveda inizialmente una quota molto più contenuta. L’intento è quello di preservare la maggiore liquidità a favore di eventuali entrate su livelli più bassi. Questa strategia consentirà di ottenere un prezzo medio di carico contenuto.

Sopra un grafico con le crisi, Dot-Com e i Mutui Subprime, rapportati con i possibili minimi dell’attuale fase ribassista.
In considerazione dell’attuale lenta e progressiva discesa, sarà opportuno, iniziare ad investire molto poco. Certezze non ne abbiamo, ma la cosa più importante è preservare il capitale e non comprare a prezzi troppo alti. Preso atto delle politiche restrittive che già stanno producendo effetti negativi su tutti i fronti, molto dipenderà dalla stagione delle trimestrali di luglio delle BIG di Wall Street oltre all’andamento dell’inflazione.
Di seguito il grafico di S&P con diversi livelli di correzione:

Nessuno può sapere dove si fermerà la discesa, ma è bene tenere presenti tutti i livelli possibili e riportarli nel grafico, con lo scopo di suddividere il proprio capitale, “spalmando” gli acquisti su più livelli.
Pianificazione e acquisti scaglionati nel tempo. Questa strategia vale per qualsiasi strumento, qui abbiamo preso in esame l’indice azionario S&P, ma si può applicare anche su: azioni, bond, criptovalute etc…
Per tutti gli asset è opportuno non investire a leva, o se proprio non se ne vuole fare a meno, la leva deve essere molto contenuta e rapportata al proprio capitale complessivo oltre che alle size programmate. In questi casi la leva migliore è il tempo.
Un ribasso non è per sempre, la stagione degli sconti è appena iniziata, ma quanto durerà? Fino a quale livello? Come la pensi? Se vuoi lascia un commento.