Il titolo ENEL https://it.investing.com/equities/enel è sotto pressione da giugno 2021, da quando il prezzo è entrato in una tendenza fortemente ribassista. Il corso del titolo ha perso quasi il 30% in 8 mesi e ancora non ci sono per ora chiari segnali d’ inversione.

Prima di affrontare l’analisi fondamentale e tecnica, analizziamo le caratteristiche principali di questo strumento finanziario.
- Cominciamo col dire che si tratta di un titolo “difensivo”. A questo proposito infatti possiamo affermare che l’azione ha una volatilità contenuta rispetto alle variazioni di mercato. Il coefficiente beta pari a 0,79 configura questo titolo tra i meno volatili del nostro indice principale.
- Altra caratteristica importante deriva dall’indice “Price/Earning ratio”, ovvero il rapporto tra prezzo e utili, pari a 29,71. Questo valore, indica il rapporto tra il prezzo corrente dell’azione e gli utili societari. Valori elevati di questo indicatore, sono tipici delle “growth stock”, ossia delle azioni speculative. Per questi tipi di titoli le aspettative sugli utili futuri sono molto elevate. Il mercato “prezza in anticipo queste aspettative” facendo leva sul prezzo del titolo, nonostante nei primi esercizi di vita dell’impresa gli utili siano molto contenuti o assenti. In linea con il settore “Utility”, e soprattutto in coerenza con il beta inferiore a 1, possiamo considerare Enel appartenente alla categoria delle “value stocks”. Il prezzo infatti in questo caso, non è distorto da aspettative di eccessivi ritorni di rendimenti futuri e, l’attuale deprezzamento, rende l’acquisto del titolo appetibile al primo segnale d’ inversione che si potrebbe configurare in futuro.
- L’ultima nota positiva di questo asset riguarda l’elevato rendimento del dividendo. Al momento della scrittura il rendimento ammonta al 6,15%, per niente male di questi tempi. Il titolo potrebbe configurarsi una valida alternativa alle obbligazioni statali, considerando la sua bassa volatilità e l’ottimo rendimento. La prossima data utile per il pagamento del saldo del dividendo è il 18 luglio 2022. L’azione ha staccato l’acconto già nel mese di gennaio.
Alla luce di queste caratteristiche, Enel è un titolo da mettere in portafoglio, e soprattutto da tenere per un bel po’, come si dice in gergo finanziario: è un asset da “cassettista”.
Ma dopo aver analizzato le caratteristiche dello strumento, cerchiamo nei fondamentali gli spunti che potrebbero favorire nel medio periodo la crescita del titolo. Attualmente possiamo considerare due fattori.
- La guerra tra Russia ed Ucraina, contrariamente a quanto si potrebbe pensare con un approccio superficiale, costituirebbe un vantaggio per l’azienda. Se il conflitto dovesse durare a lungo, e ancor più in caso di escalation, si avrebbero effetti negativi sulla crescita economica soprattutto in Europa. Questo scenario configurerebbe un ostacolo alla crescita e all’economia delle imprese e nonostante l’elevata inflazione, la BCE sarebbe costretta a rallentare il piano di aumento dei tassi di interesse. Già oggi gli Stati Uniti hanno annunciato che il prossimo rialzo del tasso d’interesse sarà dello 0,25% anziché dello 0,50% nel prossimo appuntamento della FED. In questo contesto le imprese del settore utility e soprattutto ENEL, traggono grande beneficio. Considerando infatti l’elevato livello di indebitamento, l’azienda avrà un sollievo non trascurabile nel pagamento degli interessi più contenuti sui finanziamenti bancari.

- Un altro effetto del conflitto in corso, riguarda l’ACCELERAZIONE DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA. Con i problemi relativi all’approvvigionamento del gas e con il rialzo del costo delle materie prime, petrolio in primis, sarà necessario puntare di più sulle energie rinnovabili e meno sul gas naturale. In questo senso “Elettricità Futura”, l’associazione dei produttori di energia verde, ha già chiesto al governo italiano di autorizzare entro giugno 60 GW di nuovi impianti rinnovabili. Si sta elaborando un piano per aumentare la sicurezza e l’indipendenza energetica del nostro paese.

Dopo queste premesse di analisi fondamentale e viste le caratteristiche tecniche dello strumento, concentriamo il focus sui livelli da attenzionare per cogliere i segnali di una prossima inversione di tendenza. In attesa ovviamente di un risveglio dell’azionario occidentale, che in questo momento è ancora in fase fortemente correttiva. Molto dipenderà dagli sviluppi dell’attuale conflitto.
Sul grafico giornaliero, sono evidenziate nel cerchio verde, tre candele rialziste. Da giovedì scorso fino a lunedì, c’è stato un movimento di forza, confermato nei volumi, ma non nel break out della resistenza. L’impulso che si stava generando è stato fermato dalla candela ribassista di martedì che ha riportato il prezzo sui minimi dell’attuale range contenuto tra € 6,10 – 6,60.

Per avere un segnale d’ inversione rialzista come dovrebbe comportarsi il prezzo?
Un primo segnale di forza lo avremmo in caso di rottura della resistenza di € 6,60 su Time frame giornaliero. A titolo puramente semplificativo riporto nel seguente grafico, un pattern rialzista che rappresenterebbe la fine dell’attuale fase di consolidamento laterale ribassista. Un impulso d’ inversione, si configurerebbe con la rottura dei € 6,70 fino al target dei € 7,30. Da quel livello dopo un pullback, potrebbe spingersi fino alla prossima resistenza, posta in area € 8,00. In caso di debolezza persistente, l’ampiezza dell’area supportiva si estende fino a € 5,60.

In definitiva, molto dipenderà dall’andamento dell’indice che attualmente è quotato a 24.700 punti. Sarà fondamentale la tenuta dell’area dei 24.000 – 23.800 per continuare a rafforzare le basi della futura ripartenza. Sotto questo livello il quadro tecnico si indebolirebbe fortemente per l’intero comparto azionario.